Superquark+

Recensione “Superquark+”su RaiPlay. Pillole di scienza a portata di click.

Uno dei primissimi a sbarcare sulla nuova versione della piattaforma di streaming on line Rai è proprio il decano della divulgazione scientifica italiana: Piero Angela. Dopo Fiorello, spetta a lui mantenere il trait d’union tra il mezzo televisivo tradizionale e la tv via web, con un programma pensato apposta per il nuovo canale Rai Play. L’idea è ottima e l’operazione è riuscita.

La trasmissione si chiama Superquark +”ed è presente sulla piattaforma streaming Rai Play dal 22 dicembre 2019 con tutte e dieci le puntate caricate in contemporanea. Si tratta di episodi monografici incentrati su argomenti specifici (la vista, il sonno, la memoria, lo sport, il freddo, le diete, la vita extraterrestre, il gioco, l’amore, l’acqua) spiegati con precisione e un linguaggio immediatamente comprensibile a tutti.

Poco cambia rispetto all’impostazione degli storici Quark e Superquark televisivi se non la durata, in questo caso ridotta (le puntate durano all’incirca 15-18 minuti) e la collaborazione di un team di esperti, giovani scienziati e divulgatori ognuno specializzato in una materia differente.

Questa capacità di rendere fruibili argomenti ritenuti complicati e riservati a pochi specialisti, stimolando nel contempo curiosità e voglia di approfondimento, è la chiave della stima e dell’affetto che Angela ha saputo conquistarsi nel corso degli anni. La formula breve è perfetta per lo streaming perché incoraggia la visione del programma anche dai dispositivi mobili, come gli smartphone, che hanno schermi più ridotti.

Un altro punto forte dell’idea è il riproporre un format collaudato senza stravolgerlo più di tanto. In questo modo si ricrea un clima familiare per tutti gli spettatori ed è possibile raggiungere un pubblico trasversale, che comprende sia chi già utilizza normalmente questo tipo di piattaforma sia chi vi si avvicina solo ora ma già segue Superquark in tv (che è comunque presente in versione integrale su RaiPlay). Del resto il giornalista è uno dei volti più familiari, per non dire un simbolo, della Rai e si offre come una presenza autorevole e rassicurante al contempo.

Guardando il primo episodio ho iniziato a pensare a una giornata piovosa, di quelle in cui poprio non si può andare fuori a giocare, e a una famiglia segue “Superquark+” su una smart tv o un tablet gustando una buona merenda a base di cioccolata calda. Oppure, ho visto me stessa mentre aspetto il treno che, cuffiette alle orecchie, guardo un episodio sul mio smartphone ingannando l’attesa in modo intelligente.

Io sono nata nel 1983, Quark andava in onda già da due anni sicché per me Piero Angela è forse la presenza televisiva più costante che possa ricordare. Subito dopo ho pensato che questo programma è adatto a generare una condivisione trans-generazionale di saperi scientifici e abilità tecnologiche. Questa necessità, del resto, è testimoniata dal successo delle trasmissioni e dei canali tematici a carattere culturale divulgativo. Esempi per tutti possono essere Geo, Passato e presente su Rai Tre; le varie versioni di Atlantide su La 7 o i canali quali Rai Storia e Focus e potrei citarne tantissimi altri.

Per quel che riguarda il pubblico, le piattaforme di contenuti a pagamento hanno segnato nel 2018 un boom di abbonamenti e il raddoppio delle visualizzazioni (qui un articolo apparso sul Sole 24 ore in cui Marco Biondi presenta una ricerca svolta da EY per conto di Vodafone, Mediaset, Sky e Discovery).

È evidente come questo fenomeno stia cambiando le abitudini di fruizione dei programmi televisivi, offrendo l’opportunità di costruirsi da sé la propria offerta personalizzata aumentando esponenzialmente le possibilità di utilizzo per tutti gli utenti.

Bisogna ammettere che la Rai, pur disponendo di materiale di altissima qualità, era rimasta indietro. Nel 2007 era stato lanciato il portale Rai.tv non aveva ancora avuto riscontri paragonabili a quelli dei concorrenti a pagamento; eppure proprio per familiarità del brand e per la sua storia si candida a essere quella destinata a coinvolgere di più il pubblico “over 65”

E Piero Angela rappresenta proprio tutto questo: la continuità che guarda al futuro.

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