Mooc - massive open on line courses

Che cosa sono e come funzionano i MOOC?

I lettori assidui di questo blog sanno che uno degli argomenti che mi stanno più a cuore è l’accesso alla formazione continua. Come ho già osservato in altre occasioni, ritengo che la possibilità di migliorare le proprie conoscenze e competenze, o acquisirne di nuove, rappresenti l’opportunità di empowerment più completa e importante perché può portare significativi cambiamenti nella vita. In questo modo oltre ad arricchire il proprio bagaglio culturale crescono la l’autostima, la consapevolezza del proprio valore e le prospettive per il futuro. Uno dei grandi meriti d’internet è quello di aver aperto le porte di un ricchissimo patrimonio d’informazioni e aumentato le possibilità di contatto fra persone. Questo gioca a favore di chi ha fame di conoscere, curiosità e pazienza. Adesso veniamo all’argomento del post: i MOOC. Sì, si pronuncia “Muuc” e alle nostre orecchie ha un suono buffo, ma sono una cosa che conviene prendere sul serio. Insomma, che cosa sono questi MOOC?

MOOC è l’acronimo di “Massive Online Open Courses”, ovvero corsi di formazione on line aperti a tutti a cui si può accedere gratuitamente o previo il pagamento di una piccola quota di iscrizione.  Tutto qui? No. In genere i Mooc sono organizzati da prestigiose università e caricati o sui loro siti istituzionali o su piattaforme specifiche accessibili liberamente su internet. Di solito, l’accesso alle sole lezioni è gratuito e in qualche caso lo è anche l’attestato di frequenza. Se si vuole ottenere una certificazione specifica è necessario sostenere esercitazione e/o un esame finale sempre on line.

Un po’ di storia…

L’acronimo MOOC è stato utilizzato per la prima volta nel 2008 da George Siemens dell’ Athabasca University (fondata in Canada nel 1970 e specializzata nella formazione a distanza) ma l’idea di una svolta telematica per quel che riguarda la formazione universitaria non è inedita. Già in precedenza gli atenei avevano iniziato a pubblicare materiali relativi ai loro corsi nei siti internet di facoltà ma nella maggior parte dei casi erano riservati ai soli iscritti oppure accessibili al grande pubblico solo in maniera parziale. Andando ancora più indietro nel tempo l’idea di istruzione a distanza nasce con i corsi per corrispondenza che funzionavano in questo modo: a fronte del pagamento di una tassa d’iscrizione lo studente riceveva delle dispense che contenevano i materiali relativi agli argomenti di studio. L’iscritto, successivamente, sosteneva le prove d’esame presso una sede distaccata in presenza di professori ed assistenti, come accade ancora oggi per le università on line.  Ma il 2011 è l’anno di svolta vero e proprio in cui i provider di MOOC si moltiplicano e iniziano ad incrementare significativamente il numero dei loro iscritti.

Quali sono i vantaggi di questa forma di apprendimento e quali gli svantaggi?

In questo modo viene offerta ad un vastissimo pubblico la possibilità di usufruire di corsi formativi di altissimo livello senza dover essere iscritti per forza all’ente che li organizza che può trovarsi in qualsiasi parte del mondo, anche a centinaia di migliaia di chilometri di distanza. Non essendo necessaria la presenza in aula, questa è un’opzione molto interessante per chi è interessato ad un argomento solo ai fini di aggiornamento professionale o per semplice interesse culturale perché i MOOC offrono la possibilità di gestire il proprio tempo in maniera più flessibile. Fermo restando che nel caso in cui si necessiti di certificazioni ufficiali che attestino la partecipazione ci sono comunque delle tempistiche da rispettare per la visione delle lezioni e lo svolgimento di eventuali esercitazioni ed esami finali.

Parliamo ora degli svantaggi che, paradossalmente, sono strettamente collegati a quelli che sono i punti di forza di questo metodo didattico. Un primo inconveniente può essere nel fatto che si tratta di apprendimento a distanza. Seguendo le lezioni sul web può venire a mancare quel rapporto immediato che si crea fra allievi e insegnanti, e tra gli stessi studenti, quando si frequentano lezioni in aula. A questo inconveniente si tenta di ovviare con tramite forum di discussione, comunicazioni via mail e gruppi sui social. In seconda battuta, è importante tenere presente che il fattore che fa la differenza nell’efficacia di questi corsi è l’autodisciplina. Trattandosi di forme di apprendimento non strutturate in un luogo fisico e senza orari prefissati, tutto è lasciato alla discrezionalità dello studente che deve avere una forte determinazione e deve saper organizzare bene le tempistiche per svolgere le attività richieste. Ultima cosa importante da specificare è che le certificazioni fornite tendono ad essere riconosciute dalle aziende ma non sempre hanno valore legale.

Le principali piattaforme MOOC

Di base le lezioni si svolgono in inglese (in alcuni casi sono sottotitolate) ma stanno trovando sempre più spazio corsi in tutte le principali lingue senza trascurare idiomi meno diffusi come il lettone, l’abanese e il tibetano! A seguire troverete una lista dei principali siti di MOOC. Trova spazio anche una discreta selezione di corsi tenuti in italiano o sottotitolati nella nostra lingua. Gli ultimi tre progetti presentati nell’elenco nascono proprio nel nostro paese e hanno saputo emergere e conquistare riconoscimenti a livello internazionale.

Coursera

Nasce nel 2011 fondata da Daphne Koller and Andrew Ng, docenti di informatica a Stanford. Propone corsi in inglese organizzati dalle più prestigiose università statunitensi. La sola fruizione dei video è gratuita mentre l’accesso alle certificazioni di vario grado (si parte dall’attestato di frequenza del singolo corso al master) e stabilisce partnership anche con importanti aziende organizzando sia la formazione interna del personale che lezioni open.

Iversity

Offre corsi in 8 delle princiapli lingue. Nello specifico: inglese, francese, tedesco, spagnolo, russo, portoghese, bengali. In Italiano, per il momento, c’è solo il corso “L’eredità di Volta: dalla pila al fotovoltaico” tenuto dal Prof. Lucio Fregonese dell Università di Pavia. Anche qui forte il legame con le aziende per la costruzione di corsi di formazione specifica e vere proprie academy interne.

Khan Academy

E’ un sito no profit che nasce nel 2008 su iniziativa dell’ingegnere Salman Khan. Ha lo scopo di fornire istruzione di qualità gratuita accessibile ad ogni fascia d’età. A differenza degli altri provider MOOC, Khan Academy ha lezioni rivolte anche al mondo dell’infanzia e dell’adolescenza basate sulle discipline curricolari delle scuole USA. Riserva un occhio di riguardo per la matematica e le scienze e fornisce corsi preparatori per i test d’ammissione universitari.

Udemy

I numeri di Udemy sono questi: 100.000 corsi per un totale di 33 milioni di minuti di video in 65 lingue. E’ stata fondata tre informatici ed imprenditori turchi: Eren Bali, Oktay Calgar e Gagan Biyani. Prende le mosse dall’esperienza personale di Bali che, originario di un piccolo villaggio turco, ha avuto limitate possibilità d’istruzione finché i suoi genitori non hanno acquistato il primo computer. Da allora, grazie alle informazioni e alle persone conosciute tramite il web è riuscito a realizzare il suo sogno di partecipare alle olimpiadi internazionali della matematica e ha vinto la medaglia d’argento nell’edizione 2001. Qui più che sulle partnership istituzionali si punta più sul rapporto diretto con l’insegnante o esperto che carica e gestisce direttamente il proprio seminario.

edX

E’ nata dalla collaborazione tra l’università di Harvard e il MIT e continua ad essere gestita da un direttivo formato dai rappresentanti dei migliori college ed università. Conta 20 milioni di iscritti e vanta collaborazioni con 120 tra i più importanti atenei e imprese sparsi in tutto il mondo. Si tratta dell’unica piattaforma sia “open source” che “no profit“. I docenti possono costruire strumenti di apprendimento su misura e contribuire con nuove funzionalità creando soluzioni evolute a beneficio degli studenti di tutto il mondo. Ogni anno pubblica un report sui suoi risultati.

Veniamo ora ai MOOC italiani:

Eduopen

Progetto italiano finanziato dal MIUR e prevede la partecipazione di 15 università italiane. Ha un occhio di riguardo per i corsi di aggiornamento per il personale delle scuole a cui è dedicata una sezione apposita (qui). L’attestato di partecipazione open è gratuito mentre per l’ottenimento di un certificato verificato è necessario corrispondere un contributo di 75 Euro e sostenere una prova di valutazione o presso l’ateneo che organizza il corso o presso un centro NICE del CINECA (è una rete di centri d’esame).

EMMA

Nasce nel 2014 come progetto a scadenza dell’Unione Europea. Ha come scopo diffondere nelle scuole e negli atenei d’Europa modalità didattiche che prevedono l’uso di tecnologie innovative. Sono presenti corsi in inglese, francese, italiano, olandese, portoghese, polacco ed estone. Ci sono corsi destinati specificamente all’aggiornamento di insegnanti e trainer e offre certificazioni gratuite “open badge” emesse dalle università di riferimento dei docenti.

Federica

Federica è la piattaforma Mooc dell’Università Federico II di Napoli ed la pioniera italiana dell’istruzione telematica open. È l’unica partner nostrana collaborare con edX ed è anche la capofila del già citato programma EMMA ed è la prima Università italiana su iTunes con le lezioni in podcast. Vanta un catalogo 279 corsi tutti in italiano provenienti dai programmi dell’ateneo.

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